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29/07/2010 
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GLI ATTORI DELL’OTELLO TEATRALE DI CARMELO BENE

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Teatro: Non associato
Autore: Felice Altarocca
Comune: Non associato
Rubrica: Tesi di laurea



Gli attori sono dei manichini. I loro costumi eccessivi, roboanti sono (come sempre
accade in Carmelo Bene) studiati per impedirne i movimenti. I loro movimenti sembrano una parodia di quelli di Otello. Gli altri personaggi sembrano una versione
degradata del Moro. Otello indossa un costume cinquecentesco ed ha il volto nero.
Un nero che alla fine sparirà, asportato dagli altri personaggi:


Il nero della diversità di Otello si stinge negli amplesi sul corpo di
Desdemona, contagiando tutti gli altri ruoli-corpi, avocati in una sola
voce, la mia in playback


All’inizio dello spettacolo, tutti gli attori sono in scena. Il loro movimento intorno al
letto è ridotto al minimo. Alla geometria spaziale si sostituisce “una geometria delle
velocità e delle intensità, degli affetti” 18 affidata alla parte sonora dello spettacolo:


Nella sua riduzione all’essenziale, la messinscena dell’Otello non
ammette altro movimento che quello della vocalità, svolto con tutti i
crismi del discorso musicale.


Ma le voci di questo discorso, sono quelle di Bene e Cinieri che doppiano in playback
quelle di tutti gli altri personaggi, ad eccezione di quelli femminili:


manichini a sostegno di una voce in playback […] destituiti di ogni
spessore psicologico e scenico, appaiono e dispaiono come fantasmi
[…] In primo luogo, per la nota avversione da parte di Carmelo Bene
per la “rappresentazione” […] avversione a prendere sulla scena […]
il posto di un altro e credere che veramente si è lui, fingendone
sospiri, lamenti, dolore carattere. In secondo luogo, per il profondo
disprezzo che Carmelo Bene nutre per gli attori e per la loro maniera
falsa e retorica di impersonare figure [...] Come in molti spettacoli,
l’attore viene dunque “cancellato”, la sua parte appena accennata, il
suo ruolo smorzato […] All’attore non spetterà altro compito che
quello di stare sul palcoscenico e di prestare la sua persona fisica al
playback che lo annulla.


All’inizio di Otello o la deficienza della donna, Carmelo Bene descrive il comportamento dei personaggi del suo spettacolo. Desdemona è una:


adolescente madonna veneziana – “prima attrice giovane – è essenzialmente
SPETTATRICE LETTRICE ASCOLTATRICE della FIABA
d’OTELLO: è abbastanza per farne una VITTIMA

[…]

Ella, pure se “onesta”, non dà l’AFFIDAMENTO d’uno JAGO. Non
ne ha l’INFEDELTÀ necessaria a soddisfare il DESIDERIO EROTICO
del “MORO”, né a garantirgli QUIETE e/o FOLLIA
TEATRALI…

INNOCENTE su qualsivoglia pagina di cronaca nera è tre volte
COLPEVOLE TEATRO


Emilia è la volgarizzazione di Desdemona e Bianca la sua prostituzione: le tre donne
vanno intese infatti come un unico volto di donna a tre profili. I personaggi
maschili, come abbiamo detto, sono doppiati da Bene e Cinieri:


RODERIGO MUTO

Un BRABANZIO vocalmente artefatto da JAGO

E soprattutto MICHELE CASSIO “doppiato” – sincrono e no – sempre
da JAGO


Questi agiscono sulla scena come attori senza ruolo, fatti “della stoffa medesima dei
segni”, sono soffi di Jago, sono destinati a visualizzare il suo apprendistato. Iago è
l’apprendista dello stile teatrale di Otello:


di fronte al NERO – OTELLO, Jago è SCENICAMENTE
l’APPRENDISTATO elevato a METODO…


Secondo Carmelo Bene il rapporto tra Iago e Otello è un rapporto di amicizia non
tradita, perché il tradimento è un destino riservato ai ruoli, mentre loro vanno intesi
come attori. Iago non può tradire Otello perché lui si è già tradito sposando
Desdemona, si è già degradato. Carmelo Bene sottolinea la contemporaneità, presente
già in Shakespeare, dell’iniziativa di Iago e del matrimonio di Otello. Una
degradazione civile e militare lega Otello, Cassio e Iago: Generale, luogotenete,
alfiere. Cassio dovrà assumere su di sé: “Il FANTASMA del FEMMINILE
ASSENTE nel “donnesco” a disposizione”, mentre Iago dovrà soccorrere “teatralmente”
Otello degradato.



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L’OTELLO TEATRALE DI CARMELO BENE -
Felice Altarocca

 
 
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